giovedì 23 giugno 2016


ROMA - La batosta elettorale fa traballare il Pd e scuote la maggioranza renziana che guida il partito. Pochi giorni dopo il voto amministrativo, e alla vigilia della decisiva Direzione nazionale in agenda per domani, si apre la resa dei conti interna a Roma e Torino, città simbolo della sconfitta. Nel capoluogo piemontese il segretario Fabriano Morri annuncia che non si ricandiderà, aprendo la strada al congresso anticipato. E un copione simile potrebbe andare in scena nella capitale, dove il commissario Matteo Orfini si ritrova vittima del fuoco amico dell'area renziana. Ad incendiare ancora di più il clima ci pensa la responsabile della Funzione pubblica Marianna Madia, che in un'intervista a Repubblica chiede proprio la testa  di Orfini, che del Pd è anche presidente. Ma è scontro anche nell'area renziana, con il vicesegretario Lorenzo Guerini che gela la ministra: "Io tengo sempre scolpita a mente una frase di Alda Merini che dice: 'Mi piace chi sceglie con cura le parole da non dire'. Consiglierei a tutti più sobrietà nelle dichiarazioni. Orfini si è assunto la responsabilità di commissario di Roma dopo Mafia Capitale e lo ha fatto con grande impegno e determinazione, di cui va solo ringraziato".